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Che cosa fare in famiglia se il bambino ha difficoltà scolastiche? PDF Stampa E-mail
 Se  riteniamo che nostro figlio presenti delle difficoltà di apprendimento parliamone con l’insegnante; è possibile che sia solo una nostra impressione e che a scuola, invece, tutto proceda tranquillamente e secondo il programma stabilito dall’insegnante.
  • Se è l’insegnante a sollevare il problema, cerchiamo di farci spiegare quali sono le reali difficoltà e quali aspetti dell’apprendimento sono più coinvolti.
  • Chiediamo all’insegnante di aiutarci a capire meglio il problema e di darci qualche suggerimento per seguire con più efficacia il bambino nei compiti a casa.
  • Non preoccupiamoci eccessivamente. Se il disturbo non è specifico può bastare poco per recuperare. L’eccessiva ansia da parte nostra può accrescere il problema e creare insicurezza nel bambino.
  • Non assilliamo nostro figlio sottoponendolo a continui esercizi; in questo modo non faremo altro che creare uno stato di tensione più forte.
  • Approfittiamo delle varie ricorrenze e festività per regalare a nostro figlio giochi divertenti e, al tempo stesso, utili per l’apprendimento: costruzioni,puzzle, ecc..., ma non abbandoniamolo poi in un mare di pezzetti da riordinare. Giochiamo invece insieme a lui e gratifichiamo ogni minima realizzazione positiva.
  • Cerchiamo di capire che l’apprendimento non riguarda solo ciò che si fa a scuola. Viviamo infatti immersi in un mondo di stimoli relativi ai numeri e alle parole scritte ( cartelli pubblicitari, insegne, numero telefonico e civico, numeri sul telecomando...), aiutiamo quindi nostro figlio ad essere più autonomo nella vita quotidiana.
  • Ricordiamoci che la vita non è fatta solo di scuola: molte sono le esperienze significative al di fuori di essa. Riserviamo il giusto tempo al gioco( gioco di imitazione, di esplorazione, di ricerca, di movimento...). Evitiamo di richiedergli di stare ore ed ore “a tavolino” per recuperare ciò che a scuola è rimasto indietro; ciò servirebbe solo ad aumentare il livello di frustrazione, a creare maggiori insicurezze e a comunicare al proprio figlio: “tu non sei ancora come io ti vorrei. Devi lavorare sodo per diventare come io ti vorrei”.
  • Facciamolo partecipare alla vita e poniamoci nella condizione di poter prendere parte alle sue esperienze, calandoci nei suoi “panni”, assumendo un punto di vista più da bambini, per interpretare meglio i suoi vissuti e per poter meglio comunicare e interagire con lui.
  • Se, a nostro parere,  ha troppi compiti da svolgere, aiutiamolo a fare più in fretta, semplifichiamogli il lavoro per renderlo più adatto alle sue capacità, non soffermiamoci in lunghe spiegazioni: serve molto di più un esempio pratico che una valanga di parole.
  • Responsabilizziamo nostro figlio dimostrando di avere piena fiducia in lui; diamogli incarichi piacevoli ( fare l’elenco della spesa, fare piccoli acquisti, distribuire la posta ai destinatari...) e comunichiamogli l’importanza di questi piccoli aiuti per la famiglia.
  • Raccontiamogli storie, sia le classiche fiabe, che altre inventate insieme, ma raccontiamogli anche di quando eravamo piccoli, di come trascorrevamo il tempo e con chi;  narriamo episodi significativi descrivendo le nostre emozioni, ma non presentiamoci ai suoi occhi come modelli di perfezione: a tutti i bambini fa piacere conoscere quella parte infantile che ancora ci contraddistingue e a noi ciò servirà per rivisitare episodi significativi della nostra vita e per calarci meglio nella realtà vissuta da nostro figlio.
  • Se le difficoltà sembrano essere particolarmente evidenti, chiediamo consiglio a un'équipe psico-medico-pedagogica, che saprà dirvi con sicurezza che cosa potete fare per aiutare vostro figlio.
Anche in questo caso non riversate eccessiva ansia sul bambino; spesso i problemi descritti non derivano da ritardi cognitivi e adeguati itinerari educativi possono facilitare i processi di apprendimento.
 
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"Strumenti, esperienze e riflessioni sulla terapia familiare con bambini e adolescenti"

di Monica Pratelli Gianpaolo Lombardi Cristina Lorimer Barbara Parrini


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