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Istituto Centro Method: la diagnosi e la terapia PDF Stampa E-mail
L’Istituto Psico Medico Pedagogico Centro Method si occupa dal 1984 di disturbi di apprendimento, di linguaggio e psicologici.
 


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L’approccio alla dislessia e alle difficoltà in genere, segue un iter così articolato:

  • colloquio con i genitori, finalizzato alla raccolta dei dati anamnestici e di altri elementi conoscitivi utili
  • osservazione diagnostica interdisciplinare del bambino, da cui scaturisce una sintesi diagnostica certa
  • colloquio di restituzione con i genitori, nel corso del quale vengono riferiti i risultati dell’osservazione del bambino, chiarite le problematiche, forniti semplici suggerimenti
  • avvio della terapia con il bambino (se necessaria), finalizzata alla riduzione delle difficoltà, attraverso l’uso delle capacità individuate e con la partecipazione attiva e consapevole del soggetto
  • eventuale ciclo di sedute di consulenza familiare, affinché il clima affettivo sia positivo e favorevole
  • consulenza e scambio collaborativo con la scuola (su richiesta dei genitori)
Non dimentichiamo, quindi, che esiste una stretta connessione e integrazione tra aspetti cognitivi ed emotivi, per cui sono di fondamentale importanza l’individuazione precoce delle difficoltà, l’attuazione tempestiva di progetti terapeutici, il lavoro con la famiglia, affinché, attraverso esperienze, modalità relazionali ed interventi idonei, sia possibile garantire a questi bambini un miglioramento della qualità della vita e un processo di sviluppo adeguato.

Modalità di lavoro in relazione alle difficoltà dei bambini

Colloquio iniziale e osservazione diagnostica

Attraverso un colloquio iniziale con i genitori un operatore raccoglie le notizie più significative sul soggetto in difficoltà in modo da conoscerne la storia il più approfonditamente possibile; in seguito si passa alla fase diagnostica, che, naturalmente, ha un iter personalizzato e che viene portata avanti dagli specialisti dello Staff Clinico più indicati per la situazione da esaminare.
    
Colloquio di restituzione
Un colloquio di restituzione offre la possibilità di conoscere i dati emersi dall’osservazione diagnostica e di avere indicazioni circa le modalità di intervento  più idonee.

Dalla diagnosi al progetto terapeutico
Ciò che contraddistingue il metodo di lavoro dell’Istituto riguarda principalmente il passaggio dalla fase conoscitiva e diagnostica alla fase di progettazione delle modalità di intervento e, successivamente, alla realizzazione di percorsi terapeutici.
La progettazione non è indirizzata esclusivamente all’individuo in difficoltà, ma coinvolge anche la famiglia. L’intervento terapeutico sul soggetto è infatti “intrecciato” con colloqui di sostegno psicologico con la famiglia; tali colloqui si pongono la finalità di raggiungere una sempre più compiuta conoscenza  dei vari membri , modificando le dinamiche relazionali che possono essere di ostacolo ad un adeguato processo evolutivo.

I campi di intervento

I disturbi di linguaggio
I problemi di linguaggio sono frequentemente legati a situazioni di ritardo globale; in questi casi il bambino presenta uno sviluppo inadeguato che coinvolge i vari ambiti: linguistico, psicomotorio, cognitivo, affettivo.
Ci troviamo,invece, di fronte a un disturbo specifico quando le difficoltà si riferiscono solo alla componente verbale nei suoi aspetti di comprensione o/e di produzione.
I disturbi sono: la dislalia (difficoltà nella pronuncia dei fonemi), la disartria (difficoltà di articolazione), la disfasia (disturbo della struttura della parola e della frase).
Un particolare tipo di disturbo è inoltre la balbuzie, che necessita di in intervento terapeutico sia psicologico che logopedico.

I disturbi dell’apprendimento
I disturbi specifici dell’apprendimento sono strettamente legati a deficit di natura percettiva e psicomotoria, che non sono stati individuati precocemente; tali disturbi sono: la disgrafia ( difficoltà nella scrittura a livello grafico), la disortografia (mancato rispetto delle regole ortografiche), la dislessia (difficoltà nella lettura) e la discalculia (difficoltà nell’apprendimento logico-matematico).

Le difficoltà nella sfera affettiva e relazionale
Si tratta di difficoltà comunicazionali e relazionali che necessitano di una psicoterapia che, in alcuni casi, coinvolge anche la famiglia. in quanto, particolari dinamiche relazionali possono, nel tempo, strutturare meccanismi di difesa e trasferire nel comportamento nuclei di disagio emotivo - affettivo.
Le più comuni difficoltà relative a questa sfera riguardano: l’ansia, l’instabilità, la demotivazione, la chiusura, la pigrizia, l’eccessiva timidezza, l’aggressività, la regressione, l’ autosvalutazione, l’iperattività, la fobia scolare... fino a giungere a forme di tipo nevrotico nelle quali si verificano estreme fissazioni di alcune delle manifestazioni sopra elencate con conseguente strutturazione di particolari disturbi
(atteggiamento fobico, disturbi ossessivo-compulsivi, malattie psicosomatiche...) o a vere e proprie psicosi, che si contraddistinguono per la perdita di contatto con la realtà.
 
In Libreria

"Strumenti, esperienze e riflessioni sulla terapia familiare con bambini e adolescenti"

di Monica Pratelli Gianpaolo Lombardi Cristina Lorimer Barbara Parrini


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